Mazara del vallo: il luogo dove le culture si incontrano

Per arrivare all’infinito, e credo vi si possa arrivare, abbiamo bisogno di un porto, di uno soltanto, sicuro, e da lì partire verso l’Indefinito.
(Fernando Pessoa)

 

Con #viaggiatoridoro stiamo vivendo un’esperienza di scoperta unica.

Finora abbiamo girovagato per alcuni luoghi della Sicilia Occidentale, scoprendo le culture della costa, le origini di città, borghi ed isole e le specialità gastronomiche con ristoratori innamorati del proprio mestiere.

La tappa che vi raccontiamo oggi è Mazara del Vallo, città della provincia di Trapani adagiata accanto al fiume Màzaro e affacciata sul Mar Mediterraneo, che dista circa 200 chilometri dalle coste della Tunisia.

Se dovessimo collegare Mazara del Vallo a una parola, questa sarebbe porto.

Una parola che qui si declina in tanti modi: è un arrivo, un rifugio, il luogo dove le culture si incontrano e danno vita a qualcosa di unico.

A Mazara del Vallo essere porto significa storia, cultura, gastronomia.

È stata scalo fenicio e poi romani, e le sue terre hanno accolto Arabi e poi Normanni, che ne hanno caratterizzato fortemente la crescita, facendo sì che oggi la città si mostri al visitatore come risultato di diverse culture.

Ogni angolo del suo centro urbano racconta una storia.

Ciò che rende affascinante la città è la sua composizione urbanistica, tra le sue mura è infatti custodito un quartiere antico e curioso perché di origine araba, chiamato Casbah.

Per il viaggiatore sarà una scoperta continua avventurarsi tra le sue stradine, paragonabili a piccoli cunicoli costruiti tra le mura delle case, che appaiono spesso colorate con maioliche e altri elementi decorativi.

Il cuore di Mazara del Vallo si trova nella barocca piazza della Repubblica, circondata da diversi palazzi storici, come il settecentesco ed elegante seminario dei Chierici.

Spostandosi in piazza del Plebiscito, nell’ex collegio dei Gesuiti, troviamo il Museo civico: qui è conservato il Satiro Danzante, superba statua (III-II secolo a.C.), ritrovata nel 1998 nel tratto di mare tra Pantelleria e la Tunisia.

Vi consigliamo di prendervi un po’ di tempo per immaginare il Satiro sciolto dalle briglie del tempo, mentre danza libero e noncurante, per poi portarvi il ricordo di quest’esempio di bellezza mediterranea.

Facendo una passeggiata per il lungomare, sempre molto vivo e frequentato, i #viaggiatoridoro imparano anche che Mazara del Vallo è uno dei più importanti e noti porti pescherecci del Mediterraneo.

I profumi che provengono dai ristoranti affacciati sul mare e si disperdono tutt’intorno, poi, dicono loro che la sua cucina fra quelle della regione è una delle più varie, dovuta appunto dalle diverse influenze dei popoli che ne hanno caratterizzato il territorio.

Senza dubbio è il pesce che la fa da padrone tra i piatti locali, ma il re indiscusso è il gambero rosso, dal sapore unico e inconfondibile.

Viene di solito servito crudo o leggermente scottato e per gustarlo al meglio puoi provarlo con un calice di Zafarà Catarratto Baglio Oro, un vino dagli aromi intensi, con note decise di frutta esotica e crosta di pane. La sua freschezza esalta il valore e la raffinatezza del gambero rosso.

Dopo aver gustato questa e altre prelibatezze, i viaggiataridoro vorrebbero trattenersi più a lungo, ma quest’isola ha ancora tanto da offrire.